martedì 5 gennaio 2010

Discorso di insediamento

New York, 1° Gennaio 2127

In paradiso. Se un uomo del XXI secolo fosse catapultato nel nostro presente, è lì che probabilmente penserebbe di essere arrivato: in paradiso. Come altro potrebbe definire un mondo dove sono state sconfitte la povertà, le malattie, le incertezze, tutte le piaghe della sua epoca ? Soltanto agli inizi di questo millennio, l'opinione pubblica era focalizzata su problemi che sembravano senza soluzione: la ricerca di fonti energetiche alternative, il surriscaldamento planetario, la minaccia terroristica. Senza contare le frequenti crisi economiche e la conseguente sperequazione della ricchezza.

Il capitalismo stava attraversando una profonda crisi e la classe politica non sembrava capace di dare risposte efficaci alle nuove vertenze sociali. I governi, accecati dalla miopia, si facevano forti della propria "sovranità nazionale", arrogandosi il diritto di scegliere autonomamente la propria strada. E per alti che fossero i valori a cui era ispirata, l'istituzione che oggi mi chiamate a presiedere era del tutto impotente! Ma per nostra fortuna tutto questo appartiene al passato!

[Applauso della platea]

So di cedere alla retorica quando affermo che il mondo di oggi è frutto della determinazione di pochi illuminati. Ciò nonostante abbiamo il dovere di ricordare il loro prezioso contributo. I padri fondatori del Nuovo Ordine Mondiale non sono più tra noi, ma le loro parole devono rimanere impresse nelle nostre menti.

[Applauso della platea]

Stiamo vivendo un'era di pace e prosperità che non ha eguali nella storia dell'umanità, ciò nonostante abbiamo il dovere di vigilare. La storia ci insegna che all'età dell'oro può seguirne una più oscura e terribile. Posso assicurare questa Assemblea che mi impegnerò al massimo per impedire che questo accada, con risoluzione assoluta. Non lascerò che i progressi compiuti sin qui vengano vanificati dal riaccendersi di vecchi focolai nazionalisti o da particolarismi economici.

[Applauso della platea]

Le recenti tensioni nate tra la Repubblica Popolare Cinese e questa Istituzione hanno avuto grande eco sui mezzi di informazione planetari. Desidero tranquillizzare quanti paventano l'uscita dell'Agenzia Spaziale Cinese dal consorzio WorldSat. Vi comunico che in questi giorni l'Amministratore Delegato del consorzio è in visita a Pechino ed è mia intenzione recarmi in quel paese per mediare le diverse posizioni. La voce della ragione prevarrà sulle incomprensioni.

[Applauso della platea]

Ho l'onore di annunciarvi che l'Agenzia per il Progetto Epsilon ha pianificato la costruzione del nono insediamento. Il numero di coloni che verranno inviati non è ancora ufficiale ma le prime stime parlano di non meno di trecento milioni di persone. Secondo il Consiglio di Amministrazione dell'Agenzia i primi lanci inizieranno tra tre anni. Avrò quindi il privilegio di presiedere questa Istituzione durante tutte le fasi del progetto.

[Applauso della platea]

Prima di tale data questa Assemblea dovrà portare a termine la normativa a tutela della biodiversità. Senza un'opportuna regolamentazione, a causa delle migrazioni extramondo, il nostro pianeta corre il rischio di veder sparire intere etnie. Il lavoro che ci attende è molto e confido che ognuno di noi darà il suo contributo.

Karl Hindenburg
Segretario Generale dell'ONU



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