giovedì 20 agosto 2009

In un prossimo futuro...

L'Organizzazione delle Nazioni Unite (in breve ONU) ha assunto un ruolo predominante nella politica delle singole nazioni. La maggior parte dei problemi che affliggevano il XXI secolo sono stati risolti grazie alla cooperazione e all'uso di strumenti di pianificazione economica. L'umanità sta attraversando un periodo di prosperità e pace senza eguali nella storia.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (in breve OMS) ha introdotto programmi di assistenza eugenetica per prevenire la maggior parte delle malattie ereditarie. Sul fronte alimentare l'Organizzazione per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO) ha formato una partnership con la Monsanto-Biotech, il principale produttore di organismi geneticamente modificati (OGM), per garantire autonomia alle popolazioni che vivono in paesi dove l'agricoltura è più difficoltosa.

I settori strategici per lo sviluppo economico (telecomunicazioni, ricerca di base, formazione, infrastrutture) sono diventati competenza esclusiva di consorzi internazionali formati dai paesi più sviluppati del pianeta. Il più importante tra questi è il Consorzio WorldSat che ha il compito di gestire e sviluppare la rete globale di telecomunicazione.

Dopo il 2050 tutti i dispositivi elettronici, ad esclusione dei più semplici elettrodomestici, sono stati interfacciati con la rete WorldSat. Telefonia, televisione, radio e Internet si appoggiano all'infrastruttura del consorzio per raggiungere miliardi di persone.

Per garantire la completa compatibilità le principali imprese produttrici di sistemi operativi sono state inglobate dal consorzio e ora lavorano su una piattaforma comune. Le poche società ancora indipendenti, se vogliono vedere i loro prodotti in commercio, sono costrette a rispettare le specifiche rilasciate da WorldSat.

La domotica ha fatto passi da gigante. Interi quartieri sono stati automatizzati e grazie al riconoscimento della retina non vi è più bisogno di denaro o chiavi. La criminalità è quasi scomparsa. Questo grazie al miglioramento delle condizioni di vita e al sistema di identificazione tramite la retina che permette di sapere dove si trovi una persona in ogni istante.

Da più 50 anni, grazie al progetto Epsilon, oltre quattro miliardi di persone sono riuscite a realizzare il loro sogno: iniziare una nuova vita piena di opportunità e prospettive.


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martedì 11 agosto 2009

Siamo tutti Kappa...

Il signor T. sedeva sul sedile posteriore della macchina di rappresentanza messagli a disposizione dall'Agenzia. L'autista robot era venuto a prenderlo all'arereoporto JFK e ora l'autovettura sfrecciava nel traffico. Da dietro il finestrino blindato poteva vedere le grandi pubblicità olografiche che sovrastavano gli edifici di Jamaica.

Il lancio di Epsilon-8 era iniziato da poche ore e sui marciapiedi, in prossimità dei punti di raccolta, la gente si accalcava in attesa dell'arrivo dei pulmini dell'Agenzia. Il suo sguardo si posò su un gruppo di afroamericani che stava discutendo animatamente. L'autovettura si fermò per un improvviso incolonnamento e così potè osservarli con maggior attenzione.

Un drone di sorveglianza della Polizia Metropolitana sorvolò la via e rilevando qualcosa che non andava tornò indietro stazionando sulla piccola folla. Emise un primo avvertimento sonoro che venne ignorato, allora dal drone uscì una voce metallica che scandendo le parole disse: "Siete pregati di interrompere immediatamente quest'attività illecita. La violazione dell'articolo 323 del codice di condotta del cittadino può comportare l'arresto e la detenzione." Ripetè queste parole due volte ma nessuno sembrava intenzionato ad ascoltarlo.

Le luci del drone divennero improvvisamente rosse e la voce metallica, questa volta con tono più minaccioso, disse: "Stiamo procedendo alla vostra identificazione tramite l'impronta della retina. Vi preghiamo di attendere l'arrivo delle pattuglie senza opporre resistenza." La gente iniziò a correre da tutte le parti cercando rifugio nei sottoscala e nei vicoli. In lontananza si potevano vedere i mezzi corazzati della Polizia Metropolitana che percorrevano la via a grande velocità.

Il signor T. cercò di sporgersi dal finestrino per vedere meglio ma il vetro era bloccato. "Signore, per la sua sicurezza è meglio tenere il finestrino chiuso." A parlare fu l'autista robot. La coda riprese a muoversi e con essa l'autovettura. Improvvisamente il signor T. si ricordò di un racconto scritto da Akutagawa, un suo connazionale vissuto agli inizi del XX secolo. "Siamo tutti Kappa" pensò, ma si guardò bene dal dirlo ad alta voce.


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